Incomunicabilità.

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Avvolta nella mia indifferenza, mi sento stanca. Stanca di questa incomunicabilità.

Non si sanno usare le parole. Perché?
Inizio a convincermi che il linguaggio allontani le persone, invece di aiutarle ad avvicinarsi.
Ognuno parla per sè, non importa se l’altro ascolta.
Forse prima era meglio, quando si comunicava attraverso i gesti.
I gesti. I gesti arrivano. Devono arrivare, è inevitabile.
Un abbraccio, una carezza, un bacio, uno schiaffo. Per poter essere considerati tali, devono arrivare. Devono essere provati, sentiti.
Devono fare bene, devono fare male. Devono suscitare un’emozione. Ci si deve rendere conto di quel gesto.
Le parole no. Le parole sfuggono. Non sempre arrivano.
Le parole si perdono nell’aria. Non tutti riescono ad ascoltarle.
Le parole sono così. Si confondono, si sovrappongono, spingono per farsi spazio, per prevalere sulle altre.
Sono parole che non hanno direzione, parole perse nel vuoto, parole che non arrivano.
Non arrivano. Perchè?
E’ triste, non sappiamo comunicare.
Ognuno parla per sè, ma ciò che si dice raramente viene colto da qualcuno.
Mi capita spesso, di guardare le persone. Io sono lì, mi estraneo da ogni conversazione e ascolto.
Ascolto le loro parole. Le guardo, quelle parole. Le seguo con gli occhi per vedere dove vanno.
Ma inevitabilmente non arrivano da nessuna parte. Restano lì, sospese nel vuoto. Fino a quando non svaniscono.
Perchè?
Discorsi che perdono valore. Ognuno parla di ciò che vuole, ma nessuno ascolta.
Questo è comunicare? Un continuo voler dire ciò che si pensa senza curarsi che l’altro ascolti?
Così, solo per il gusto di sputar fuori i propri pensieri. Sovrapporli agli altri, creando solo confusione.
Confusione. Non si può comunicare se c’è confusione.
Non ha senso tutto questo.
E’ come se la gente avesse smesso di parlare. Non sa più parlare agli altri, ma non sa neanche parlare a se stessa.
Tutto ciò che fa è dire ciò che ha in testa. A chi? Questo non ha importanza.
Ma se non c’è un destinatario, le parole come possono essere considerate tali?
Allora non parlano. Le persone, intendo. Non parlano, non sanno farlo.
Quello che dicono non sono parole. Sono suoni. Suoni confusi, suoni che non hanno un senso. Non hanno un valore.
Suoni che emettono le loro bocche, ma che, appena fuori di lì, scemano nell’aria.
Suoni inutili, suoni buttati lì per il solo gusto di aprir bocca.
E se così funziona, come si può pretendere di creare rapporti senza comunicare? Senza dirsi niente.
Come si può?

E io, avvolta nella mia indifferenza, mi senso stanca. Stanca di questa incomunicabilità.

(Scritto il 05/01/2011)

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Informazioni su Miriana

"Perché sfotti così la tua bellezza?" le chiesi. "Perché non ci vivi insieme, e via?" "Perché la gente pensa ch'è tutto quel che ho. La bellezza non è niente, la bellezza non dura. Non lo sai quanto sei fortunato, tu, a essere brutto, ché se a qualcuno gli piaci, così sai che è per qualche cosa d'altro."
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