Bambina.

Una bambina.
Una bambina che gioca.
Una bambina che gioca, poi cade.
Una bambina che gioca, poi cade e si fa male.

Ma non è cadere il problema. E neanche il rialzarsi.
È la fine del gioco, la sua interruzione.
Perché non c’è niente di più serio, per una bambina, che un gioco.
Un ginocchio sbucciato guarisce.
Un taglio alla mano si rimargina.
Il bruciore dei graffi passa in fretta.
Ma un gioco interrotto, quello, non può essere ripreso.
Se ne può iniziare un altro, certo. Ma non è lo stesso di prima.
Gioco nuovo, regole nuove.
E quello che si stava facendo non lo si può continuare.
O almeno, non identico a prima.
Ma questo, una bambina, non lo può accettare.

Perché non c’è niente di più importante, per una bambina, che un gioco.
Un gioco che deve arrivare alla fine.

Una bambina.
Una bambina che gioca.
Una bambina che gioca, poi cade.
Una bambina che gioca, poi cade e si fa male.

Una bambina che gioca, poi cade e si fa male.. Piange.
E quelle lacrime non sono per il dolore della ferita.
No.

(Scritto il 28/02/2012)

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Informazioni su Miriana

"Perché sfotti così la tua bellezza?" le chiesi. "Perché non ci vivi insieme, e via?" "Perché la gente pensa ch'è tutto quel che ho. La bellezza non è niente, la bellezza non dura. Non lo sai quanto sei fortunato, tu, a essere brutto, ché se a qualcuno gli piaci, così sai che è per qualche cosa d'altro."
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