Infanzie strappate.

Nessun figlio dovrebbero essere responsabile dei propri genitori. Ma come glielo spieghi, questo, ad un bambino che nella sofferenza della madre è cresciuto? Come glielo spieghi che dovrebbe essere più egoista, che dovrebbe pensare a se stesso e all’infanzia che non vivrà più? Non te li restituisce nessuno, quegli anni. Nessuno. Una volta che si perdono, non si torna più indietro. E ti ritrovi adulto e cresciuto, ma con un vuoto dentro, un pezzo mancante. Quello di un’esperienza che non hai fatto e a cui non puoi rimediare. Non si dovrebbe crescere in fretta. Nessun genitore dovrebbe permetterlo ai propri figli. Ma sempre più spesso i ruoli si confondono: figli che fanno da genitori, genitori che restano bambini. Un miscuglio senza fine. Dove a pagare il prezzo più grande, come sempre, sono i più piccoli. Infanzia rubata. La spensieratezza che fugge via dalle mani, senza avere neanche il tempo di rendersene conto, di capire cos’è, com’è, cosa si prova a viverla. Ad essere naturali, per una buona volta. Disinvolti. Rapiti da quella semplicità che ti permette di essere felice con poco, senza pretese. E invece no. Figli che vengono precocemente strappati via da quel mondo e buttati di fronte al dolore, al disastro, al disagio di un’esistenza che imparano a conoscere troppo precocemente. Inermi e senza difese. Nudi di fronte ad una realtà troppo enorme da poter contenere, si ritrovano a fare i conti con quel genitore troppo malandato per poter essere idealizzato. Troppo fragile per poter fare il genitore. Una fortezza espugnata, di cui ormai restano solo delle rovine che bisogna preservare al meglio. Principe di quel castello diroccato, cosa può fare, un figlio, se non prendersene cura come meglio può?

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Informazioni su Miriana

"Perché sfotti così la tua bellezza?" le chiesi. "Perché non ci vivi insieme, e via?" "Perché la gente pensa ch'è tutto quel che ho. La bellezza non è niente, la bellezza non dura. Non lo sai quanto sei fortunato, tu, a essere brutto, ché se a qualcuno gli piaci, così sai che è per qualche cosa d'altro."
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